La Meditazione della Centratura, Parte 1: Teoria e Pratica

Tavola 1: La Centratura

Tavola 1: La Centratura

Il corpo è attraversato dal Canale Centrale, nel quale scorrono due correnti: la Forza Solare e la Forza Lunare.
Tavola 1: La Centratura
Il corpo è attraversato dal Canale Centrale, nel quale scorrono due correnti: la Forza Solare e la Forza Lunare.

La Meditazione della Centratura è un esercizio abbastanza conosciuto e diffuso sotto varie forme. Questa meditazione è tanto semplice quanto importante, ma spesso è anche poco compresa da chi la pratica. Per diventare più efficaci dobbiamo prima di tutto avere ben chiaro cosa stiamo facendo: motivo per il quale tratterò ora alcuni dei concetti necessari a comprendere questa pratica, per poi passare alla spiegazione dell’esercio stesso. La Meditazione della Centratura è un esercizio fondamentale che chiunque può fare nella propria pratica quotidiana, ed è anche il primo esercizio del percorso che seguiamo nello PsyClub.

Introduzione

Come insegna lo yoga, il corpo sottile è composto di vari "nadi", i quali sono comunemente definiti come dei canali di energia sottile (chiamata anche "prana", "etere" o "mercurio filosofico"). Quando parliamo di energie sottili però non dobbiamo prendere le parole alla lettera, ma dobbiamo cogliere invece il loro significato simbolico. Questi nadi infatti non sono dei "tubi" nei quali scorrono dei fluidi isolati, ma sono più delle correnti, che si intersecano l’una con l’altra e che muovono ritmicamente il mare del corpo sottile. I tre nadi più conosciuti sono Ida, Pingala e Sushumna. Anche altre tradizioni ne parlano, usando nomi e simboli diversi per esprimere la stessa realtà sottile: in Alchimia per esempio si parla della forza Solare, della forza Lunare e di Saturno. Ora non è il caso però di star qua ad approfondire tutte le tradizioni: ciò che ci interessa qui è solo avere le basi per iniziare a praticare. Comunque i primi due nadi sono anche quelli che, usando il linguaggio comune, entrano in gioco durante il "channeling" e il "grounding", ossia la canalizzazione e il radicamento, due termini che sono usati spesso a sproposito.

Comunque, che li chiamiamo in un modo o nell'altro, come dicevo all'inizio l'importante è capire il significato che si cela dietro le parole. O almeno farsene un'idea, dato che "capire il significato" di questi simboli è soprattutto una questione di pratica. Nonostante ciò, si dovrebbero anche studiare parallelamente alla pratica i vari aspetti di questi "nadi" o "forze": questo "studio" però non deve essere un imparare a memoria, ma piuttosto un confronto diretto tra l'esperienza diretta che fa il praticante e gli insegnamenti delle varie tradizioni iniziatiche. Detto ciò, farò ora una breve introduzione sul significato di questi nadi, appunto per farsi quantomeno un'idea di cosa sono queste tre forze sottili.

Intanto chiariamo che le forze sottili (o forze eteriche) sono le forze che danno forma alla materia, permettendo la manifestazione e l'esistenza dell'universo. Nell'Uomo, le forze sottili sono le forze psichiche-animiche che danno forma al nostro sistema psico-fisico. Anche le emozioni, i pensieri, il "karma" o i chakra sono forze sottili. Queste forze sottili possono organizzarsi anche in "campi", o "forme pensiero", che sono sostanzialmente degli insiemi di diverse forze sottili che tendono ad uno scopo. Un esempio sono proprio i chakra, che sono dei campi energetici che regolano le nostre funzioni e interazioni psico-fisiche. I nadi sono un altro esempio di campi energetici: questi campi sono canali che il nostro sistema sottile utilizza per spostare forze sottili e informazioni dentro e fuori il sistema stesso.

Il Canale Centrale (Sushumna) è quello che attraversa verticalmente il nostro corpo e i nostri chakra: è il canale principale del nostro corpo energetico, è "l'asse del mondo" che ci connette con il Sé. Il Canale Centrale è attraversato da due forze sottili, che sono la Forza Solare (Pingala, color bianco-Oro) e la Forza Lunare (Ida, color bianco-azzurro), che scorrono - prevalentemente - e rispettivamente nella parte anteriore e nella parte destra del busto la prima, e nella parte posteriore e nella parte sinistra del busto la seconda, per poi invertirsi nelle quattro parti della testa. La fusione di queste due forze genera una terza forza (o energia) vitale che è la forza Marziale (color rosso-Oro) e Saturnina, la quale direziona il nostro agire consapevole (ossia la famosa Kundalini).

Questa potenza è chiamata suprema, sottile, trascende ogni norma di comportamento. Avvolta intorno al punto luminoso (bindu) del cuore, all'interno giace nel sonno, o Beata, in forma di serpente addormentato e non ha coscienza di nulla, o Umā. Questa Dea, dopo aver immesso nel grembo i quattordici mondi insieme con la luna il sole i pianeti, cade in uno stato di obnubilamento come di chi è offuscato dal veleno. È risvegliata dalla suprema risonanza naturale di conoscenza, [nel momento in cui] è scossa, o Eccellente, da quel bindu che sta nel suo grembo. Si produce infatti uno scuotimento nel corpo della Potenza con un impetuoso moto a spirale. Dalla penetrazione nascono per prima i punti splendenti di energia. Una volta levata Essa è la Forza (kalā) sottile, Kuṇḍalinī.

- Tantrasadbhāva, f.11b linea 4 – f.12b linea3; citato in Kṣemarāja, Śivasūtravimarśinī, commento a II.3; in Vasugupta, Gli aforismi di Śiva, con il commento di Kṣemarāja, a cura e traduzione di Raffaele Torella, Mimesis, 1999, p. 90 (citazione tratta da: Kuṇḍalinī, Wikipedia).

Queste tre forze, o energie, o correnti, che sono quelle che ci interessano nella Meditazione della Centratura, sono quindi: (1) la Forza Solare che ci nutre e ci purifica, e che cresce quando sviluppiamo una relazione armonica con il Sé, essa è "calore naturale", ed è legata al rapporto aureo, alla sublimazione e allo Zolfo alchemico; (2) la Forza Lunare che ci permette di manifestare ciò che siamo, che condensa il pensiero nell'azione, la forza riequilibratrice del nostro corpo, essa è "l'umidità radicale", ed è legata alla gravità, alla coagulazione e al Mercurio alchemico; e (3) la forza Marziale e Saturnina che ha origine dall’unione delle prime due, la quale è la forza vitale (unione di della Forza Solare e Lunare) che fa crescere il seme sepolto nel grembo della Terra, ed è legata alla fissazione, alla radice di 2 e al Sale alchemico.

Nel fare questo tipo di pratiche dobbiamo sempre ricordarci che il nostro corpo sottile è un sistema complesso, proprio come nostro il corpo fisico, e non basta "aggiungere benzina" perché tutto funzioni al meglio. Questa, in genere, è proprio la scelta sbagliata: infatti "caricandosi si energia" si rischia di peggiorare eventuali squilibri energetici che quasi sicuramente da qualche parte abbiamo. Il nostro obbiettivo invece deve essere tutt'altro, ossia che le correnti del nostro corpo sottile (e quindi della nostra mente) scorrano fluide e in modo armonico, senza ostacoli o "deviazioni". Per fare un'analogia, pensa all'albero di un motore: se è fuori asse, anche di poco, più accelera e più rischiera di subire perturbazioni che potrebbero distruggere il motore: l'obbiettivo quindi non deve essere quello di far girare l'albero più veloce, ma di far si che possa scorrere fluido, "centrato", senza attriti e ben "oliato". Come per l'albero del motore, dobbiamo avere lo stesso identico obbiettivo anche per il nostro Canale Centrale e per tutti i canali e i campi del nostro corpo sottile. Lo scopo della Meditazione della Centratura infatti è quello di rendere "più fluide" le principali correnti di energia che scorrono del nostro corpo sottile. Sviluppare e sopratutto purificare il Canale Centrale e i corpi sottili è, non a caso, tra gli obbiettivi principali della via iniziatica. Passiamo, ordunque, all'esercizio.

Tavola 2: I Chakra Principali

I 14 Chakra Principali sono collegati dai meridiani Ren Mai e Du Mai, mentre i loro 6 nodi dal Canale Centrale.
Tavola 2: I Chakra Principali
I 14 Chakra Principali sono collegati dai meridiani Ren Mai e Du Mai, mentre i loro 6 nodi dal Canale Centrale.

Teoria

La Meditazione della Centratura è un esercizio semplice, che tutti possono praticare. Potrai scoprire tutti i suoi molteplici benefici soltanto attravarso la pratica costante. Esistono molte versioni di questa meditazione, e molte di queste si basano su visualizzazioni più o meno complesse. Queste visualizzazioni però spesso deviano l’attenzione dall’obbiettivo della meditazione. In questa versione, la parte della visualizzazione è abbastanza semplice, proprio per permettere all’attenzione di andare dove serve.

La visualizzazione associata a questo esercizio infatti va presa solo come una guida, un'immagine/simbolo che direziona l'attenzione verso la percezione e la purificazione, come spiegato nella pratica. Questa immagine guida può essere utile le prime volte che si svolge l’esercizio. Una volta però che abbiamo preso confidenza con le sensazioni più sottili che essa ci suscita, possiamo usare la visualizzazione che preferiamo: l'importante è unire l'immagine alla percezione e alla respirazione, e avare comunque ben chiaro sia l'intento che il senso di ciò che si fa.

La "Centratura", intesa come lo stato a cui si arriva al punto 4, dovrebbe diventare il nostro "naturale stato d'essere". Il punto 5 invece è la parte fondamentale per la purificazione e la ricarica quotidiana del corpo sottile. Dopo che avrai preso confidenza con questo esercizio, se vuoi potrai passare direttamente ai punti 4 e 5, senza fare gli altri. Inoltre potrai praticare il punto 4 anche in altri momenti della tua giornata: per esempio quando fai una pausa, o mentre aspetti l'autobus. Basta qualche respiro, insieme all'attenzione ben direzionata, per recuperare un po' di presenza, di chiarezza mentale, di centratura.

NB: la Centratura non è "bianca o nera", nel senso che è sbagliato credere che in alcuni momenti siamo centrati e in altri no. Piuttosto va compreso, e soprattutto sperimentato, che la centratura, e quindi anche la presenza, è come un muscolo: più lo alleni e più diventa forte. O meglio: più la nostra energia vitale scorre in modo fluido e armonico nel Canale Centrale e più riusciamo ad essere centrati e presenti. Per questo motivo più si andrà avanti con la pratica e più, guardandosi indietro, si noteranno le differenze.

Il Canale Centrale "connette la Terra al Cielo": quando riusciamo a fondere con il Fuoco della Volontà queste due forze nel Cuore, quella Solare e Lunare, manifestiamo un certo stato o grado di centratura, o di presenza. Più il Canale Centrale è purificato e allenato, più l'energia scorrerà armonicamente: ciò comporterà una maggiore capacità di essere presenti, di vivere nel "qui ed ora", di manifestare il Sé. Per questo serve la pratica costante: la purificazione del corpo sottile richiede anni di esercizio, anni che servono per riuscire ad arrivare sempre più a fondo dentro noi stessi. Per riuscire a "scolpire la nostra pietra", rimuovere ciò che è superfluo e tirar fuori così il tesoro in essa celato d'altronde servono tempo, pazienza e disciplina: un'opera che però, quando ben realizzata, dona ogni giorno di più "esistenza vera", "pura consapevolezza" e "beatitudine".

Medita sull’ātman che risiede nel tuo cuore, privo di limitazioni, che è sat-cit-ānanda e non-duale. Solo così non sarai aggiogato alla catena delle nascite e delle morti.

- Adi Shankaracharya, Viveka Chudamani (Il Gran Gioiello Della Discriminazione), Verso 412.

Pratica

1. Inizia chiudendo gli occhi e ascoltando il tuo respiro. Lentamente, rallenta il respiro, e con esso rallenta anche il flusso dei pensieri: cerca di portare la mente in uno stato di quiete, per quanto che riesci. Per farlo trova una posizione comoda e cerca di tenerla per tutto l'esercizio. Poi dai un ritmo uniforme al respiro, un ritmo che senti adatto a te. Potresti, ad esempio, inspirare 4 secondi, espirare 4 secondi, e poi fare 4 secondi di pausa, per poi riprendere con 4 secondi di inspirazione, 4 di espirazione, 4 di pausa, e così via. Questa sequenza è solo un esempio: tu, con la pratica costante, prova a trovare il tuo ritmo, cercando comunque di fare respiri medio-lunghi, riempiendo bene i polmoni e usando il diaframma. Inoltre cerca di fare "respiri consapevoli", ossia mantieni l'attenzione sul respiro, respira utilizzando la tua volontà, non lasciare che l'automatismo del corpo prenda il sopravvento: mantieni l'attenzione vigile. Quando la tua mente avrà rallentato la sua attività, quando i pensieri saranno più lenti e la tua attenzione sarà pronta a concentrarsi su un unico flusso di pensieri, allora potrai passare al punto successivo.

2. Immagina quindi di uscire dal tuo corpo: una volta fuori, inizia il tuo viaggio verso il centro della Terra. Immagina di attraversare uno per uno tutti i vari strati del sottosuolo, fino ad arrivare al centro della Terra. Qui giunto/a, abbraccia questo centro, e crea un canale azzurro tra il centro della Terra e il tuo corpo, rimasto di sopra in superficie. Attraverso questo canale azzurro, che connette il centro della Terra al tuo corpo, genera uno scambio reciproco di energia vitale tra il tuo corpo e il centro della Terra, fai scorrere questa energia bianca-azzurra, simile all'acqua, al ritmo del tuo respiro. Inspira ricevendo energia dal centro della Terra, espira inviandola. Segui il flusso con l'attenzione. Punta, attraverso questa "respirazione energetica", alla purificazione del canale che ti connette alla Terra (in merito alla purificazione leggi i paragrafi ad essa dedicati). Continua in questo modo per almeno un paio di minuti, dopodiché passa al punto successivo.

3. Ora, dal centro della Terra, facendo il viaggio al contrario, attraversando ancora i vari strati del sottosuolo, e torna fin su in superficie. Dopodiché continua, in modo simile, su verso il cielo, proseguendo il viaggio verso l'alto, dritto in verticale, fino al centro del Sole, proprio sopra la tua testa. Attraversa i vari strati dell'atmosfera, e poi lo spazio infinito. Una volta arrivato/a, in modo simile a prima, crea un canale bianco-dorato che connette il centro del Sole al tuo corpo e metti in moto, come prima, uno scambio di energia, dal centro del Sole al tuo corpo, e viceversa. Inspira l'energia da questo canale ed espirala di nuovo in esso. Segui il flusso con l'attenzione. Come prima, punta alla purificazione di questo canale attraverso la respirazione dell'energia vitale. Continua così all'incirca per lo stesso tempo che hai dedicato al canale che ti connette alla Terra. Dopodiché torna indietro, ripercorrendo la strada che va dal centro del Sole fino al tuo corpo: e qui giunto/a, passa al punto successivo.

4. Porta l'attenzione sul cuore, e stabilisciti in esso. Da qui, immagina di nuovo i due canali che connettono il tuo cuore e il tuo corpo fisico, il centro della Terra e il centro del Sole e da qui continua, sempre attraverso il respiro, a far scorrere l'energia vitale in questi due canali. Respira la tua energia vitale come se fosse energia elettrica in un circuito, e il respiro il generatore che la fa scorrere. Respirala in un ciclo continuo: dalla Terra al Sole e dal Sole alla Terra, e così via, passando sempre per il corpo. Continua così per circa un paio di minuti, o fino a quando senti che l'energia vitale scorre nel corpo e nei due canali in modo fluido, equilibrato e armonico, e la tua mente sarà calma e rilassata. Dopodiché passa al punto successivo.

5. Ora che nei due canali l'energia vitale scorre più fluida e armonica, rimanendo sempre stabile nel cuore (o meglio nello Splenico Centrale, al centro del canale centrale) fondi le due energie che arrivano in questo centro dal Sole e dalla Terra (ossia la forza Solare e la forza Lunare) e con esse nutri e purifica il tuo corpo. Il tuo corpo o le tue cellule, i tuoi chakra, i tuoi pensieri e tutto il tuo sistema psico-fisico: porta la tua attenzione e percezione su un ognuno di questi elementi, uno alla volta (non per forza tutti insieme: ricordo che questi vogliono essere solo degli spunti per sperimentare ogni giorno nella propria pratica). Prendi solo ciò che serve, il resto lascialo andare: evita inutili, e spesso dannosi, accumuli ed eccessi. Ovvero, ricerca l'equilibrio: "in media stat virtus"! Utilizza la tua energia vitale per nutrire il corpo e la mente nella fase di inspirazione, mentre nella fase di espirazione immagina le energie "negative" (o "dissonanti") uscire dal tuo corpo (dalle cellule, dai penseri, dalla mente, dal canale centrale) e portarsi via lo stress, le emozioni negative e i vari "pesi" che ti porti - e senti, osservi, percepisci - dentro te stesso/a, nella tua interiorità psico-fisica.

Ida, Pingala, Sushumna e gli 8 Centri Energetici Principali.

Ida, Pingala, Sushumna e gli 8 Centri Energetici Principali.

Purificazione

Come spiegato sopra, l'intento fondamentale alla base di questo esercizio deve essere la purificazione del nostro corpo, fisico e sottile. Affinché la purificazione sia efficace però il semplice intento non è sufficiente, ma serve un lavoro attivo, attento e mirato. Dobbiamo innanzitutto imparare ad ascoltarci, e ciò può avvenire solo con la pratica: più pratichiamo la Centratura, più le correnti del nostro corpo sottile diventeranno fluide e armoniche, e più queste correnti sono fluide e armoniche, più riusciremo a calmare la mente, ad ascoltarci e ad entrare più a fondo dentro noi stessi (infatti questa Meditazione per la Centratura è consigliata come esercizio di Pranayama, in merito al quale ho scritto: La Meditazione, Parte 4: il Controllo del Flusso Vitale (Pranayama)). Più riusciamo ad ascoltarci, più il nostro lavoro di purificazione potrà essere mirato e specifico. Anche se la nostra capacità di ascoltarci, ossia di percepire "ciò che si muove nella nostra interiorità", è ancora superficiale, non dobbiamo certo scoraggiarci, ma dobbiamo invece rimboccarci le maniche a darci da fare, mettendoci impegno e dedizione.

La purificazione del corpo sottile avviene principalmente attraverso la forza Solare e solvente che discende dal Sole attraverso il Canale Centrale. Per utilizzare e direzionare questa forza possiamo visualizzare un raggio bianco-dorato che parte dal Sole (sempre posizionato in verticale sopra la testa), discende attraverso il Canale Centrale ed entra nel corpo per nutrirlo e purificarlo. La parte di purificazione è fondamentale che sia collegata all'autosservazione ed autopercezione di sé. Questo raggio bianco-dorato può anche arrivare in un punto specifico, come un organo, un tessuto, una cellula o un chakra, per scioglierne i "pesi" o "nodi" e permettere così all'energia vitale di fluire in modo più armonico. Qui l'ascolto, l'auto-osservazione, la percezione di sé sono fondamentali in quanto nel fare questa pratica è importante riuscire a percepire gli ostacoli (i "nodi" o "pesi") che ostruiscono le correnti di energia vitale del nostro corpo sottile, così da direzionare in quegli ostacoli la forza Solare e solvente per da scioglierli uno ad uno.

Questi "ostacoli" per capirci meglio sono molto simili a quel "peso sullo stomaco" o a quel "groppo alla gola" che almeno una volta ci sarà capitato di sentire. L'unica differenza è che il peso sullo stomaco o il groppo alla gola, quando li sentiamo, sono un effetto molto evidente di un accumulo di emozioni e/o pensieri negativi, mentre tutti gli altri "ostacoli", seppur derivino perlopiù dalla stessa causa, sono "nodi" o "pesi" sono molto meno evidenti ad una percezione non allenata. Per poterli percepire quindi dobbiamo appunto rallentare la mente, spostare l'attenzione dentro di noi, e "ascoltarci", nel senso di percepire ciò che che ci portiamo dentro. Non è qualcosa che si spiega a parole: serve farne esperienza. Con la pratica costante infatti diventerà pian piano sempre più facile identificarli e scioglierli. Di lavoro ce né molto per tutti: il nostro vissuto, e quindi il nostro corpo, molto probabilmente è pieno di situazioni che si sono "annodate" da qualche parte dentro di noi. Più andrai avanti con la pratica, più scoprirai quanto è profonda la tana del Bianconiglio!

Ma ciò, di nuovo, non deve scoraggiarci, perché per quanto sia profonda questa tana, e per quanto sia lungo il viaggio, l'importante rimane sempre vivere il momento presente, ed una buona pratica i suoi frutti li dona ad ogni singolo passo.

Conclusione

Come ho scritto all'inizio di questo articolo, voglio ricordare di nuovo che questo è un esercizio introduttivo (come detto comunque, seppur "introduttivo", comunque, se praticato con costanza e disciplina porterà molto probabilmente degli ottimi frutti). Questo, per essere chiari, è un esercizio "introduttivo" nel senso che è "propedeutico" alla meditazione (in particolare, come suddetto, per la fase Pranayama). Come anche, però, nel senso che può essere un esercizio introduttivo sia per un generico "percorso iniziatico" (in quanto può ben adattarsi a molti percorsi), sia più nello specifico che è, come suddetto, il primo esercizio del percorso proposto qui nello PsyClub. In questo nostro percorso si comincia appunto praticando la Meditazione della Centratura, oltre che a "Yama e Niyama" o, in parole estremamente semplici, "puntare ad essere virtuosi ed evitare il vizio".

Per ulteriori approfondimenti - oltre alla seconda parte di questo articolo - ti consiglio di leggere anche La Meditazione, Parte 1: Introduzione alla Pratica (e successivi), e La Disciplina Mentale.

Infine ti suggerisco di rileggere più volte questo articolo: una volta dopo aver praticato questo esercizio per almeno qualche settimana, un'altra volta dopo almeno qualche mese di pratica, ed anche ogni volta che ne sentirai il bisogno. Considera inoltre che (molto occasionalmente) mi capita di aggiungere qualche dettaglio in più a questo articolo: d'altronde anch'io continuando a praticare ogni tanto capisco qualcosa di nuovo. Quindi magari anche te in futuro potrai trovare qualche spunto in più per la tua pratica.

Per concludere ti auguro quindi un buon cammino, ricco ovviamente di studio e soprattutto di pratica.