Solomon Trismosin: Splendor Solis, Quinto Trattato, Parte II.
Traduzione dalla versione inglese a cura dello PsyClub.
Il Quinto Trattato, Parte II.
Sui Colori che appaiono nella Preparazione della Pietra.
MIRALDUS, il Filosofo, dice nella "Turba": "Diventa nero due volte, giallo due volte e rosso due volte, e perciò cuocilo, poiché nel processo di COTTURA appaiono molti colori, e in accordo a questi il calore è mutato". E sebbene tutti i colori si manifestino, fra tutti ve ne sono solo tre degni di maggiore attenzione. I colori principali sono nero, bianco e rosso; tra questi ne compaiono molti altri: uno giallastro dopo il bianco, o dopo il primo rosso, che MIRALDUS dice essere un colore perfetto, mentre CONCILIATORE lo considera NON perfetto, e difficilmente rimane sulla materia abbastanza a lungo da essere notato. Tuttavia, l'altro colore giallastro, che compare dopo il bianco perfetto e prima del primo rosso, può essere visto per un certo tempo ed è quindi un colore perfetto. Questo colore è lo stesso di cui MIRALDUS parlava prima, ma tali colori non durano quanto il nero, il bianco o il rosso, che permangono nella materia per quattro giorni; tuttavia, il nero e il rosso si manifestano perfetti una seconda volta. Ma il primo colore perfetto è il nero, che proviene dal calore più lieve.
Secondo CONCILIATORE, la Bianchezza dovrebbe manifestarsi con un calore moderato, fino alla scomparsa del Nero. Mentre LUCAS, il Filosofo, dice nella "Turba": "Guardati dal grande calore, perché se all'inizio fai il fuoco troppo intenso, allora diventerà rosso prima del tempo, il che è inutile, poiché all'inizio del processo dovresti ottenere prima il nero, poi il bianco e infine il rosso".
BALEUS, il Filosofo, dice nella "Turba": "Cuoci la tua composizione finché non la vedrai bianca, poi spegnila nell'Aceto e separa il bianco dal nero, poiché il bianco è segno dell'imminente Fissazione, esso deve essere estratto dal nero per mezzo del fuoco della calcinazione, poiché l'aumento del calore separa le parti superflue, lasciandole come una terra grezza sotto la Materia, simile a una palla nera e ruvida, incapace di mescolarsi con la materia pura e sottile della Pietra". Ecco ciò che dicono i Filosofi: "Il rosso deve essere estratto dal bianco, poiché in esso non vi è nulla di superfluo, né nulla di separato, ma tutto diventa perfettamente rosso". Per questo scopo essi prescrivono di aumentare l'intensità del fuoco. Di ciò PITAGORA dice: "Più i colori cambiano, più devi alimentare il fuoco, del quale non devi temere. Poiché la Materia è fissata nel Bianco, e le sostanze non fuggono da essa".
Riguardo a queste osservazioni, il Filosofo LUCAS dice: "Quando la nostra Magnesia è resa bianca, essa non cede le sue sostanze". Questo può essere sufficiente riguardo ai Colori dell'Opera Filosofica Segreta, ora segue la Conclusione a essa.
HERMES, un padre dei Filosofi, dice che "non si deve estrarre la suddetta Magnesia bianca finché tutti i colori non sono perfetti, quando essa diventerà un Acqua che si divide in altre quattro Acque, ossia una in due e tre in uno. Un terzo di essa appartiene al calore e due terzi all'umidità. Queste Acque sono i Pesi dei Filosofi".
Bisogna inoltre sapere che la Vite, che è una Linfa dei Filosofi, si estrae nel Quinto, ma il suo Vino deve essere aperto (completato?) nel Terzo, e in adeguata preparazione.
Poiché nella Cottura essa diminuisce, mentre nella Triturazione essa si forma. In tutto questo è compreso principio e fine. Perciò i Filosofi dicono che fu resa perfetta in SETTE GIORNI; altri dicono in Quattro Giorni, alcuni dicono in Tre Volte, altri in Quattro Volte, altri in Dieci Giorni, altri in Quaranta Giorni, altri in UN ANNO.
La Turba e ALPHIDIUS: "Nelle Quattro Stagioni dell'Anno, come: Primavera, Estate, Autunno e Inverno", altri ancora dicono in Un Giorno, in Una Settimana o in Un Mese.
GEBER e ARISTOTELE, questi Filosofi dicono: "in Tre Anni". Tutto questo non è altro che una cosa in un'altra cosa, poiché i Filosofi dicono che le Operazioni sono molteplici, e così sono i tempi, i pesi e i nomi in conseguenza, tutti i quali un Artista intelligente deve ben conoscere, altrimenti non potrà produrre nulla.